Nella cura , l’esercizio della pazienza è forse la prima e imprescindibile virtù o capacità da sviluppare. Il lento passare del tempo, sentire addosso lo scandire delle ore , dei giorni, talvolta dei minuti , gli attimi,se quello che stiamo attraversando è un passaggio difficile, un dolore fisico, l’attesa per un esito. 

La pazienza è la forza che si sviluppa imparando ad aspettare,che non vuol dire restare inermi o passivi o lascivi ma attendere che maturino delle condizioni diverse , aspettare che accada qualcosa che non dipende solo dalla nostra volontà ma dalla sinergia di più elementi , possiamo dover attendere che le cellule che costituiscono le nostra ossa si ricompongano dopo una frattura, possiamo aspettare che le cellule di cui siamo fatti si organizzino e si differenzino per formare una nuova vita che si affaccerà alla luce dopo 9 mesi di buio. Quanta pazienza dobbiamo accumulare in attesa che arrivi la persona che ci serve per amare ed essere amati? o quanto dobbiamo pazientare per ottenere risultati negli obiettivi voluti e desiderati? 

Nel linguaggio dei fiori di Bach uno dei fiori che ci aiuta ad accettare il solco che scava il trascorrere del tempo è Impatiens. Rimedio che ci aiuta a resistere e imparare da quello che sembra uno spazio vuoto, senza appigli e senza riferimenti oppure il maturare della semplice virtù, l’umiltà, che ci consente di riconoscere il nostro limite che si riduce proprio perchè abbiamo avuto pazienza.