Uno specchio d’acqua offre ad un fiore la propria immagine,lo specchio gli restituisce la sua forma, i suoi confini, il suo colore, l’ambiente che lo circonda; lo specchio gli restituisce sempre la sua immagine, il passare del tempo, il racconto della sua storia. i segni che questo lascia.

Se non avessimo degli specchi ( gli oggetti, le persone che circondano, la natura che ci sostiene, il pensiero che rende tutto ciò chiaro e leggibile), non potremmo conoscere la nostra forma, se non potessimo raccontare la nostra storia non sapremmo di essere qui, se non ci fossero gli altri non sapremmo quali sono i nostri confini, ma a cosa serve avere la coscienza della nostra forma, del nostro contenuto, della nostra storia, se non gli diamo il movimento? 

Bastano due mani e due piedi… (anche se non dimentico chi ha imparato a muoversi con molto meno) per dare un corpo, una direzione e una realizzazione a quel pensiero che ha preso una forma così bella da mostrare oppure no, a quel pensiero che ha costruito una storia da raccontare oppure no, bastano sempre due mani e due piedi e un pensiero per entrare in quella forma, in quel vissuto e cominciare a dargli movimento a costruire ciò che c’è già ma non è ancora visibile, o rendere migliore ciò che ci circonda.

Il pensiero talvolta può essere rivelato o costruito, può essere pensato, oppure si possono mettere insieme frammenti di altri pensieri , pensando ci prenderemo cura di ciò che pensiamo di fare. Non basterà il pensiero, questo ha bisogno del cuore per dargli la forza e il coraggio, in ultimo due mani e due piedi per costruire ciò che vedremo domani.